Atlante delle esperienze – A due passi dal cielo: l’osservatorio di Sphinx


Tra le cime innevate della Jungfrau e del Mönch, nelle alpi svizzere, la stazione di ricerca Jungfraujoch ha recentemente celebrato tre quarti di secolo di ricerche scientifiche. Situata ad una sorprendente altitudine di 3,571 metri, tale stazione ospita l’osservatorio “Sphinx” la costruzione più alta d’Europa, battezzato “Top of the world” per la frequentazione cosmopolita.
Quando la stazione Jungfraujoch nelle Alpi bernesi aprì nel 1912, divenne la fermata ferroviaria più alta in tutta Europa e quando l’osservatorio fu completato nel 1937 si trasformò in un’opportunità per molti scienziati alla ricerca di un lavoro in una location d’eccellenza. Fu proprio il desiderio e la necessità di questi ricercatori, che inizialmente si accontentarono di grotte ricavate nella neve nei primi anni ‘20, a dar vita a quest’opera, esempio di come i territori dalle caratteristiche più avverse all’insediamento umano si prestino perfettamente come laboratori naturali al servizio dell’uomo.
Dotato di laboratori multifunzione, una stazione di osservazione meteorologica, cupole astronomiche e meteorologiche ed un telescopio con una lente di 76 centimetri di diametro installato da astronomi belgi, francesi e svizzeri nel 1967, la Sfinge (traduzione letteraria di Sphinx) è servita come sede per tutti quei ricercatori in materia di glaciologia, medicina, fisica dei raggi cosmici e astronomia. E ancora oggi alle spalle dei turisti, nell’edificio in pietra, macchinari sofisticati catturano incessantemente dati sull’atmosfera e sul cosmo. Lontano, in università e centri di ricerca elvetici e non, fisici, chimici, matematici e meteorologi elaborano l’immensa mole di dati. Le loro analisi ci servono per conoscere lo stato di salute del nostro pianeta. Nel corso degli anni infatti, l’edifico venne integrato con nuove parti e cupole sempre più moderne per ospitare telescopi più precisi che si succedettero fino alla struttura moderna. Oggi, l’osservatorio è pienamente indipendente, dotato di elettricità, acqua, telefono, internet, e anche una macchina per la produzione di aria liquida.
Ma oltre alla ricerca scientifica, l’osservatorio si presta anche al settore turistico offrendo ogni giorno a centinaia di visitatori panorami mozzafiato. Dalle vetrate che circondano tutto l’osservatorio Sphinx è infatti possibile ammirare le candide distese (che si protraggono per oltre 11.000 metri) del ghiacciaio più lungo d’Europa, l’Aletsch.
Non resta quindi che prenotare questo viaggio meraviglioso nella regione Jungfrau-Aletsch-Bietschhorn, prima zona alpina dichiarata il 13 dicembre 2001 dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità: si parte con un trenino rosso che comincia la sua salita da Interlaken, una cittadina elegante situata a 570 metri e incastonata tra il lago di Brienz e il lago di Thun e si continua verso la parte più spettacolare del giro, attraverso le Alpi passando dal tunnel scavato agli inizi del secolo scorso all’interno dell’Eiger, una delle più ambite e sofferte conquiste dell’alpinismo mondiale. Nelle stazioni di Eigerwand e di Eismer il trenino sosta in ognuna per 5 minuti per dare la possibilità ai viaggiatori di affacciarsi sulla parete nord dell’Eiger, attraverso finestroni panoramici scavati nella roccia calcarea, sperimentando così il brivido della verticalità di questa incredibile parete. Si arriva quindi a Jungfraujoch dove, prima di salire verso l’osservatorio, è possibile visitare lo stupefacente Palazzo di Ghiaccio.

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