Orti in città


Come in piena campagna si diffonde in città in maniera dilagante la tendenza a coltivare piante da orto su terrazzi, balconi e giardini o in termini tecnici l’agricivismo. L’uomo riprende a piantare e sceglie i tetti di casa per partire con un regime autoctono in grado di conciliare comportamenti responsabili, risparmi utili e vita attiva.

 

 

New York, Londra, Parigi, Roma … Tuttavia anche quest’attività è riflesso dei tempi: pensate che negli anni sessanta, settanta divenne simbolo di una condizione sociale ed economica inferiore: gli urbanisti promuovendo parchi e giardini vedevano gli orti come elemento di confusione. Negli Anni ‘90 invece a Hollywood si è registrata la tendenza ad offrire nel corso di feste mondane le primizie coltivate nella propria terrazza o nell’ampio giardino nel 1995 quando  ed è stata ripresa du una ricerca del settimanale francese “L’Express” che ha incluso l’orticoltura tra le settanta pratiche dell’odierno snobismo.
E oggi? Niente di tutto ciò: il mercato delle sementi e delle piante aromatiche è in crescita vertiginosa come si può vedere dai vivai affollati nei fine settimana. Impianti di irrigazione che serpeggiano nascosti fra un vaso e l’altro perché la crescita sia quasi autogestita. Pensate che i più schizzinosi si avvalgono persino di serre da terrazzo per proteggere le piante da piogge acide e smog.
Si plasmano gli spazi urbani con architetture d’avanguardia e non c’è niente di meglio di un po’ di verde, magari un orto pensile per svegliarsi la mattina e poter contare sulla propria produzione ortofrutticola casalinga: piante, fiori, basilico, rosmarino e mentuccia, ma anche  pomodori, zucchine, lattuga, peperoni, cetrioli, melanzane,
peperoncini piccanti dalle mille forme, rotondi, a cono, a campana, pomodori con i frutti piccoli e dolci, fagiolini e ogni tipo di ortaggio capace di crescere in vaso..
Numerose le ripercussioni positive di questa nuova tendenza a partire dal potenziale risparmio nell’economia familiare accompagnato dalla garanzia di nutrirsi con prodotti davvero naturali. Inoltre per i più piccoli si apre la possibilità di tornare a conoscere i cicli naturali quasi cancellati nella moderna cultura collettiva dall’agricoltura industriale. Per finire da uno studio dell’Università di Uppsala in Svezia durato 35 anni ed ora pubblicato sul British Medical Journal di marzo, si evince che chi fa giardinaggio o un’ attività sportiva di modesta intensità guadagna circa un anno di vita rispetto chi rimane inattivo. Siete pronti a coltivare questa nuova passione?!


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