Azzurre Emozioni
Keith, era una giovane ragazza americana, di origini italiane. Viveva in un appartamento al centro di Toronto. Aveva poco più di trent’anni. Si era laureata in Storia dell’Arte e, ora, lavorava come assistente presso il dipartimento di Storia e Civiltà Classiche all’Università. Il suo lavoro le piaceva un sacco; la ricerca, in particolare, e il contatto con gli studenti, cui teneva le lezioni dei corsi, erano, per lei, fonte di intenso entusiasmo personale; le davano quella marcia in più e quella motivazione intellettiva, che la spingevano ogni giorno a migliorarsi.
Ma, come, accade per ogni persona Keith aveva bisogno anche di altre cose…
Essendo una donna piacente, Keith, era corteggiata da moltissimi uomini, ma con nessuno di loro era riuscita a stabilire un rapporto duraturo. Keith cercava qualcosa che non aveva ancora trovato. E così… per colmare questo profondo vuoto dentro di sé, aveva deciso di assecondare la sua anima tipicamente mediterranea, essendo i suoi nonni paterni di Pantelleria, meravigliosa perla del Mediterraneo.
Keith, conservava, ancora, nel suo cuore e nei suoi occhi l’immagine di quello stupendo mare blu, in cui da bambina, quando con i suoi erano arrivati per le vacanze estive, si era tuffata.
L’odore del mare, quelle rocce scure e il caldo sole mediterraneo l’avevano sempre accompagnata nel suo viaggio. Per l’anima di Keith, terribilmente romantica, quel mare e quell’isola, erano la sua vita. Tutte le volte che Keith tornava a Pantelleria riprovava la stessa emozione; tutte le volte era come se fosse la prima volta. Era incantata da tanta Bellezza attorno a sé. Keith si sentiva parte di quella Natura superbamente bella. Vedere i flutti di quelle luminose acque azzurre e sentire il loro moto, per Keith, significava provare indicibili sensazioni d’eternità.
Toronto, sull’Ontario, era stupenda; specialmente di notte, a Keith piaceva guardare le luci della città che brillavano sulle acque del lago, in un brillio d’oro di colori. Ma, quando tornava in Italia, a Pantelleria, le emozioni che le davano quell’isola e il suo mare non le provava in nessun posto. Forse perché la terra di Pantelleria era più vicina alla natura di Keith, al suo modo di sentire le cose.
Quell’isola, insomma, rappresentava le radici più profonde di Keith.
A Pantelleria, Keith aveva vissuto, in modo intenso i primi approcci amorosi, le prime amicizie importanti e aveva, gran parte della sua famiglia; per cui l’isola era il suo mondo. Ed è proprio questo: quando si è in un certo modo, anche se si va in cima al mondo, si resta quello che si è…
A Keith, inoltre, piaceva la gente dell’isola. E’ risaputo in tutto il mondo che gli Italiani, in particolare, le popolazioni sul mare, sono profondamente passionali, caldi e impulsivi. Queste erano le uniche cose che in lei suscitavano delle emozioni quando conosceva qualcuno. Keith non amava i temperamenti pacati e moderati ma le piacevano le persone che sapevano rischiare, esporsi, perché Keith era tutto questo.
Lavorando a Toronto Keith aveva conosciuto una moltitudine di persone; ovviamente tutte diverse tra loro; ciascuna aveva dato a Keith qualcosa; ma non era quello Keith cercava: quella scintilla, quel brivido, quella scarica tra lei e le cose, quel qualcosa che solo un’anima mediterranea può darti.
Racconto di: Clementina Gallitelli
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