Auguri Bruce, il Boss compie 60 anni


Il 23 settembre Bruce Frederick Joseph Springsteen compie’ 60 anni. Il 21 suonera’ a Des Moines, Iowa. Poi si prendera’ una breve pausa (e c’e’ da scommettere che festeggera’ in famiglia nel suo NewJersey) per poi approdare dal 30 settembre al 9 ottobre al Giant Stadium, dove terra’ cinque concerti che sono l’ultimo evento organizzato nello stadio di New York (ma fisicamente e’ nel New Jersey) prima che venga abbattuto. Se e’ vero che sifermera’ (l’ultima volta sono state aggiunte 25 date) il tour,che e’ partito in marzo, finira’ il 22 novembre.

Finora per i concerti del Boss del 2009 sono stati venduti due milioni di biglietti e Bruce e la sua legendary E Street Band continuano a regalare spettacoli entusiasmanti, che riportano il cuore dei fan alle epiche maratone degli anni ‘70, quando il mito del Boss ha messo le sue radici. Il rock e’ nato scandito da un eterno presente, una musica che affermava la nascita del giovane come categoria sociale e non prevedeva l’idea dell’invecchiamento.
Per questo 60 anni di una rockstar vengono quasi sempre raccontati come un confronto inevitabile, e quasi sempre perdente, con lo splendore del passato. Springsteen ci arriva nel pieno della sua maturita’, ben consapevole di essere, oltre che un meraviglioso rocker, unsimbolo, un uomo che inseguendo i suoi sogni e’ una delle immagini piu’ belle dell’America. Non e’ un caso che sia stato chiamato a suonare , accanto al grande vecchio Pete Seeger, nel concerto per l’insediamento di Obama e che il sei dicembre ricevera’, insieme a Robert De Niro, Mel Brooks, Dave Brubeck e la cantante d’ Opera Grace Bumbry, il Kennedy Center Honor, una delle onorificenze piu’ prestigiose d’ America.
A 60 anni Springsteen tiene concerti di tre ore senza intervallo, tra ottobre 2007 e gennaio 2009 ha pubblicato due nuovi album.Nessuno dei suoi colleghi con 40 anni di carriera alle spalle, e’ riuscito a rimanere per tanto tempo a questo livello.Nessuno. La sua storia e’ davvero un pezzo di sogno americano,un ragazzo squattrinato del New Jersey che impara a suonare ascoltando il primo rock’n'roll con la radiolina a transistor,comincia nei club da 100 persone, incide il suo capolavoro, Born to run, nel 1975 quando il contratto discografico era arrivato alla scadenza e aveva solo due concerti in programma, si conquista il pubblico delle arene, poi grazie a Born in the Usa gli stadi e lo status di star. Un’ascesa graduale, conquistata a fatica e senza compromessi. Bruce e’ sempre stato un uomo sano, un lavoratore instancabile, uno che ha sempre creduto in quello che fa e che ha saputo dare alle sue storie una dimensione epica. Il pubblico lo ama perche’ e’ credibile, perche’ difende principi e ideali di un mondo piu’ giusto e pulito, perche’ e’ uno di noi ed e’ il piu’ bravo di tutti.E’ cosi’ confortante potere vedere un artista che si ama da piu’ di 30 anni che non e’ diventato la parodia di se stesso, che e’ passato attraverso le tante svolte del mercato seguendo una sua strada, prendendosi rischi sia artistici che politici. Alla fine The Boss e’ riuscito a trasformare in un regalo per i fan anche questo compleanno cosi’impegnativo: 60 anni non sono un dramma. Basta essere Bruce Springsteen.


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