Postiamo un articolo di una studentessa del Master Marketing Management dell’IPSOA, Giorgia Marini.
In un mercato in continua evoluzione, con consumatori sempre più esigenti, proattivi e curiosi, alla incessante ricerca di nuovi stimoli, e anche di quel quid che possa soddisfare al meglio i continui e mutevoli bisogni\desideri, oltre al prodotto, o al servizio, c’è di più. In un mondo come il nostro si sente la necessità di istaurare una relazione con il consumatore. Una relazione importante, profonda. Si parla sempre con più forza di Marketing Relazionale. Un marketing in cui sia tangibile un legame intimo, vitale, e soprattutto emotivo, tra il consumatore e il brand. Una necessità avvertita negli ultimi anni, e certamente impensabile quando, non troppo tempo addietro, i competitor e i brand erano decisamente inferiori rispetto ad oggi. Costruire un legame, in questi termini, esprime la reale possibilità di soddisfare i bisogni in modo diverso, unico, distintivo, vincente rispetto ad ogni altro competitor. Fra due prodotti, o servizi, uguali la differenza sarà nell’offrire una relazione incomparabile, continuativa. Quella relazione che farà sentire il cliente, a sua volta, unico e speciale. In queste condizioni quest’ultimo si sentirà soddisfatto, e questo rappresenterà un grande potenziale di fidelizzazione. Per far ciò sarà necessario che l’unicità anteceda lo stesso istante dell’acquisto, perforandone l’intero processo, facendo avvertire al cliente la sensazione di esser seguito costantemente. Evitando di perderlo, come troppo spesso succede, fra un acquisto e un altro. Nel marketing relazionale sarà necessaria un’intensa e congiunta collaborazione fra tutti gli attori, dalla produzione alla distribuzione. Inserendosi nel processo decisionale d’acquisto, passando nella fase successiva, sino al momento della sua conclusione. Sarà indispensabile che il cliente avverta la sensazione di essere “protetto”, in modo da creare un valore in più: la fiducia. Questa rappresenterà uno strumento vincente in un mercato fitto di insidie, e di offerte non sempre facilmente decifrabili agli occhi del nostro consumatore. La relazione tra quest’ultimo e il brand fa leva sull’esperenzialità. Nel mercato di oggi si chiede alle aziende di offrire sempre più emozioni, esperienze appunto, e non più servizi o prodotti tout court. In quest’ ottica la relazione rappresenterà quel vero valore aggiunto, funzionale e psicologico, che si tradurrà in un miglioramento, e in una personalizzazione, del servizio al cliente.